a cura di Marilisa De Dominicis e Antonia Matani
(IC Teramo 1 – Torricella S. – Zippilli – Noè Lucidi)
Le docenti Antonia Matani e Marilisa De Dominicis hanno condotto il laboratorio “L’ Agorà delle Meraviglie”, un incontro formativo all’interno della Giornata Seminariale CANTIERE ZEROSEI tenutasi presso l’I.I.S. “Filippo De Cecco” di Pescara, il 29 maggio 2026.
L’incontro, che ha visto la partecipazione attiva di colleghe provenienti dalle Scuole dell’Infanzia e dagli Asili Nido del territorio, è stato concepito come uno spazio di compartecipazione e ricerca pedagogica, una vera e propria Agorà.
La condivisione dei progetti laboratoriali de “L’ Agorà” è stata incentrata alla scoperta della meraviglia: la meraviglia per il mondo ed il continuo domandare, la naturale tendenza alla ricerca, alla problematizzazione, la necessità di scoprire e inventare, il bisogno di esprimere sé stessi e di essere riconosciuti e riconoscibili come parte attiva nel gruppo.
L’Agorà diventa lo spazio della conversazione e della creazione, esso si focalizza sulla sperimentazione di tre nuclei tematici fondamentali:
– L’esplorazione del ritmo: inteso come elemento regolatore, battito vitale e sintonizzazione corporea. Il ritmo, vissuto e esperito nella scoperta e ri-scoperta del corpo, della musica e dell’ascolto reciproco, è stato accolto come colonna portante degli spunti esperienziali proposti.
– Il gesto magico: l’uso del corpo e della manipolazione come atto creativo, narrativo e carico di significato. Il movimento, imprescindibile vettore di azione e trasformazione, testimone dell’esserci e dell’agire, ha reso possibile – e credibile – la trasmutazione di un oggetto qualunque in un incanto, in una meraviglia, in un racconto.
– L’equilibrio: inteso sia nella sua dimensione fisica e psicomotoria, che come ricerca di stabilità emotiva, come ricerca del coraggio e del desiderio di mettersi in gioco all’interno di un clima accogliente, inclusivo, non giudicante. L’equilibrio viene esplorato con l’ambizione e la sfida costante dell’esser-ci, di stare nello spazio e nel mondo circostante, esplorando il proprio peso, il proprio (e l’altrui) spazio, donandosi e sperimentando la fiducia in sé stessi e nel gruppo di lavoro.
Si è trattato di un pomeriggio intenso di formazione “sul campo” volto a coniugare la riflessione teorica con la pratica laboratoriale; agendo in prima persona con strumenti di giocoleria, materiali di recupero e musiche evocative: il gruppo ha sperimentato la condivisione, dimostrando come la meraviglia sia il motore principale, non solo dell’apprendimento dei bambini, ma anche della passione educativa degli adulti.













